
Nessuno risponde. Nessuno vede. Finché arriva il giorno e con la sua luce finisce il mio esercizio di imparare a "morire".

E ti arrampachi verso la mia forma attraverso tutti i silenzi e tutte le parole.
Ma eccola qui la tua forma familiare, quel che è mio, il tuo, quel che è mio, quel che è tuo ... e mi inonda. E mi riempi le membra. E mi abbandono. Ed eccola qui tutta la tua tenerezza che si ormeggia alle mie radici.
Maturiamo insieme nella stessa carovana di frutti.

Dopo le notti d'amore vigoroso esco dalle tue braccia più temprata. La tua ricca carezza è quella giusta. La mia carne non subisce alcun inganno.
Solamente tu conosci l'arte di soddisfare il mio cuore divino ... cheri.

Riempita di te. Del tuo mare. Come il succo del vino al centro dell'uva. Eccoti qui che mi riempi. Le membra si abbandonano ...

Questi fianchi sono fianchi larghi
hanno bisogno di spazio
in cui girarsi.
non ci stanno in piccoli
spazi meschini. Questi fianchi
sono fianchi liberi.
non vogliono essere trattenuti.
Questi fianchi non saranno mai schiavi,
vanno dove vogliono andare
fanno ciò che vogliono fare.
Questi fianchi sono fianchi possenti.
Questi fianchi sono fianchi magici.
ho saputo che sono capaci
di fare un incantesimo a un uomo
e farlo girare come una trottola!
(Lucille Clifton – USA/Africa)

Quando finalmente si svegliò al mattino, dopo una notte di sogni tormentati, scoprì d’essersi trasformata in una specie di gigantesco punto interrogativo. Gli pareva d’emergere lentamente da uno di quegli orribili sogni, vischiosi come la tela d’un ragno da cui non ci si riesce a liberare per un’intera giornata. Ed era durata a lungo quella giornata!
Da qualche parte c’erano stati mercato, salario e profitto e competizione. Eccome se c’erano stati!
Gli pareva di sentire ancora le mani dalle lunghe dita sottili e l’amore recente arabescato intorno agli occhi.
Qualcuna si veste in fretta mentre il sole entra d’un fiotto nella stanza. Sempre più nitidi, sempre più intensi quei pensieri.
Sguardo appannato dietro grosse lenti scure … tasselli che a poco a poco andavano al loro posto.
Era stato un lungo dialogo a frammenti. Ora bisognava ragionarci sopra, studiarci sopra.
C’è da ricominciare da capo mon ami!
Il sole sfolgorava, l’aria era tersa: stava preparandosi una magnifica giornata e quei pensieri …
Quei pensieri avevo proprio voglia di gustarmeli, tanto erano buoni.
Sotto i miei occhi la città era tutta uno sbadiglio … e le sue mani … le sue mani profumavano ancora di buono.
“Cazzo, in questo momento non so che dire …”
“E allora non dire nulla …”
“Dai, in fondo siamo vicini”
“Eh già in fondo non siamo lontani cheri”
“A presto madame”
“…”
Mani divise da un vetro. Occhi fermi negli occhi. Pensiero stupendo.

Quante ore nella luce in attesa della notte, quando le ombre si allungano le immagini diventano indistinguibili. Gli occhi iniziano a vedere dentro l’anima cercando l’invanto di una parola, di un gesto, di un sorriso, forzando la mente a credere nel futuro.
Accontentarsi di un attimo o chiedere di vivere nella felicità?
Rischiare la solitudine nella ricerca di un cuore o rubare un cuore senza amore?
Nella ricerca senza fine in questo giardino dell’anima guardo i fiori più delicati, sento i profumi più dolci senza accorgermi che il mio cuore arido non riesce più a far nascere un fiore.
Chi sarà lui che proverà a piantare un seme sperando d vederlo germogliare?
Dove troverà tanto amore da rischiare la sua vita nella speranza che dal nulla nasca rigoglioso il fiore della vita?
Forse stringendoti a me sentirai che non sarai mai solo…
Forse stringendo la tua mente alla mia ti accorgerei che queste sono solo deviazioni…
Forse stringendoti a me sentirai che i fiocchi di seta rossi sono pieni di tutto ciò che accuratamente nascondono …

Quella sera sulla spiaggia,
un sapore di mare,
un respiro d’amore,
le stelle saranno il nostro tetto,
la spiaggia la nostra culla.
Una felicità sconosciuta … un affetto implorato.
Quella sera i negozi dormiranno,
ma lassù qualcuno venderà stelle cadenti …

Mani d'oriente, lisce come seta, dolci come datteri modellano le tue forme come il vento manipola dune ...